Esenzione ticket, adesso vale anche per…

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A chi spetta l’esenzione del ticket?
Non c’è distinzione tra disoccupati e inoccupati ai fini dell’esenzione dal ticket sanitario. A confermarlo sono il Job Act e la circolare del ministero del lavoro n. 5090/2016.
Finalmente anche chi non ha mai svolto un’attività lavorativa in vita propria, e quindi rientra nella categoria degli «inoccupati», può ottenere l’esenzione dal ticket su medicine e analisi. È questo uno dei principali effetti del decreto attuativo del Job Act. La normativa di recente attuazione ha chiarito come «le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione». È questo l’importantissimo chiarimento offerto da una recente sentenza del Tribunale di Roma [1]. Ma procediamo con ordine e vediamo come e a quali condizioni spetta l’esenzione del ticket per chi non ha reddito.
A chi spetta l’esenzione del ticket?
L’esenzione del ticket spetta ai seguenti soggetti
– i soggetti sotto i 6 anni o sopra i 65 anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito lordo annuo inferiore a 151,98 euro (codice di esenzione E01);
– i disoccupati ed i loro familiari a carico, con reddito annuo inferiore a 8.263,31 euro, o reddito annuo del nucleo inferiore a 11.362,05 euro (nucleo di 2 componenti con coniuge a carico); il limite è aumentato di 516,46 euro per ogni figlio a carico (codice di esenzione E02);
– i titolari di assegno o pensione sociale ed i loro familiari a carico (codice di esenzione E03);
– i titolari di pensioni al minimo over 60 ed i loro familiari a carico, con reddito annuo inferiore a 8.263,31 euro, o reddito annuo del nucleo inferiore a 11.362,05 euro (nucleo di 2 componenti con coniuge a carico); il limite è aumentato di 516,46 euro per ogni figlio a carico (codice di esenzione E04).
Chi sono i senza reddito a cui spetta l’esenzione dal ticket?
Sono principalmente due le tipologie di soggetti che possono definirsi «senza reddito»: i disoccupati, coloro cioè che hanno perso il lavoro e ora sono a braccia conserte, è gli inoccupati, quelli che invece un’occupazione non l’hanno mai avuta e quindi, nell’arco della propria vita, non hanno mai percepito alcun compenso di tipo lavorativo. A chi dei due spetta l’esenzione dal ticket sanitario? La sentenza in commento chiarisce, una volta per tutte, che l’esenzione del ticket vale anche per chi è inoccupato, non più solo per i disoccupati.

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Esenzione dal ticket anche per gli inoccupati

Il tribunale di Roma chiarisce che, laddove la normativa dice che l’esenzione del ticket spetta ai disoccupati, si deve intendere riferita anche agli inoccupati, ossia chi non ha mai svolto attività lavorativa. Il decreto attuativo del Job Act ha infatti precisato che «le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione». Con il risultato che il codice di esenzione 02 va riconosciuto tanto ai disoccupati quanto agli inoccupati, o più in generale a chiunque versi in condizione di non occupazione. Una interpretazione questa già condivisa dal Ministero del Lavoro con una circolare dell’anno scorso [2]. Cade così la precedente distinzione fra disoccupato e inoccupato.

Quale differenza tra disoccupati e inoccupati?

La legge [3] stabilisce che sono considerati disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego. Allo scopo di evitare l’ingiustificata registrazione come disoccupato da parte di soggetti non disponibili allo svolgimento dell’attività lavorativa, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione”.

Il Ministero si è trovato a dare la definizione di «condizione di inoccupazione» distinguendola dalla definizione di «stato di disoccupazione»; nella circolare è stato detto che è in condizione di non occupazione chi non svolge attività lavorativa, in forma subordinata, parasubordinata o autonoma, oppure chi, pur svolgendo tale attività, ne ricava un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso dalla imposizione fiscale. La legge [3] mira infatti a evitare l’ingiustificata registrazione come disoccupati di persone che non sono immediatamente disponibili a lavorare e, a tal fine, vincola la frizione di prestazioni di carattere sociale esclusivamente alla condizione di non occupazione. È evidente quindi che, per l’esenzione ticket, le Asl dovranno tenere conto della intervenuta modifica legislativa. Risultato: non conta più se il richiedente ha o meno svolto un lavoro in precedenza; egli infatti ottiene l’esenzione con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla domanda.

Le conseguenze della sentenza

Con l’estensione dell’esenzione dal ticket non solo ai disoccupati ma anche agli inoccupati di amplia il beneficio a circa 3,5 milioni di italiani (che si aggiungono ai 7 milioni di disoccupati).«È necessario, ora, dare immediata esecuzione alla sentenza del Tribunale di Roma e correggere gli errori, e le conseguenti esclusioni, fino ad oggi commessi» dice voce Federconsumatori che commenta la sentenza mentre invita «il ministero della Salute a correggere le indicazioni, che si leggono sul sito, che prevedono l’esenzione solo per i disoccupati».

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